OGNI CERVELLO HA UNA RETE DI CONNESSIONI DIVERSA

Le informazioni viaggiano nel cervello alla sorprendente velocità di 430 chilometri orari, e ogni giorno riusciamo a mettere insieme ben 70 mila pensieri.
L’attività elettrica del cervello produce dai 20 ai 30 watt di potenza, potenza sufficiente per tenere accesa una lampadina.
Il cervello è il più sofisticato sistema di trasferimento di informazioni. Per leggere, il cervello invia una miriade di scariche elettriche attraverso centinaia di chilometri di fili conduttori costituiti da cellule nervose così minuscole che migliaia di esse potrebbero stare nel punto che chiude questa frase. Inoltre, il cervello è un contatore di impulsi.
Quello che l’essere umano fa e impara nella vita modifica fisicamente l’aspetto del cervello: ne rimodella le connessioni.
Le varie regioni cerebrali si sviluppano con ritmi diversi da persona a persona.
Non esistono due cervelli umani che immagazzinino la stessa informazione nello stesso modo nello stesso punto.
Alcuni parti del cervello adulto rimangono plasmabili come il cervello di un neonato; per cui possiamo generare nuovi neuroni e imparare cose nuove per tutta la durata della nostra vita.

ApproFONTImenti:
Rick Hanson, Ph.D., The science of positive brain change. www.rickhanson.-
net/the-science-of-positive-brain-change;
John Medina, Ph.D., 2022, Il cervello al lavoro. Bollati Boringhieri.

Da un feedback ad una foresta

Da ottobre è nata la foresta di MotivationMovesPeople . Perché?

A fine settembre, a conclusione di una giornata di formazione in presenza, attraverso la sezione ‘suggerimenti e osservazioni’ del foglio retrospettiva della giornata, ho ricevuto questo feedback: “Se possibile, meno fogli di carta 😊”. Non era la prima volta che ricevevo questo messaggio, e so anche il perché mi ‘ostino’ ad usare la carta e far scrivere.

Nell’era digitale, la scrittura a mano su carta può sembrare un’arte perduta. Tuttavia, numerosi studi dimostrano che scrivere su carta può avere un impatto significativo sull’apprendimento e sulla memoria.

Ad esempio, uno studio condotto dalla University of California, San Francisco, ha rilevato che gli adulti che prendono appunti a mano durante le presentazioni hanno una comprensione migliore del materiale rispetto a quelli che prendono appunti su un computer. Un altro studio, condotto dalla University of Southern California, ha rilevato che gli adulti che scrivono a mano su carta hanno una memoria del lavoro migliore rispetto a quelli che scrivono su computer.

Infatti una ricerca della Norwegian University of Science and Technology (NTNU) ha rivelato che la scrittura a mano può migliorare la memoria e l’apprendimento. Questo perché quando scriviamo a mano, il nostro cervello riceve feedback dalla parte motoria della mano e delle dita. Questo feedback è assente quando digitiamo su una tastiera. Inoltre, la scrittura a mano richiede un maggiore impegno cognitivo rispetto alla digitazione, il che può aiutare a rafforzare i processi di memoria.

Quindi incoraggiare i partecipanti a prendere appunti su carta, compilare fogli di lavoro e scrivere riflessioni può aiutare a migliorare l’apprendimento e la memoria. Non solo, ma può anche fornire ai partecipanti un riferimento tangibile da consultare in futuro.

Tutto ciò conferma che, nonostante l’avvento e le meraviglie della tecnologia digitale, la scrittura su carta rimane uno strumento prezioso per la crescita e l’apprendimento.

Sempre più spesso i partecipanti dei trainer mostrano un’accresciuta sensibilità ambientale e quindi un’insofferenza per l’uso della carta che tendono a vedere come uno spreco.

Per questo, ho usato il mio ‘cappello verde’ alla DeBono e ho cercato una ‘soluzione’ che potesse compensare in parte questo effetto negativo. Ho iniziato una collaborazione con un’associazione che si occupa di riforestazione e per ogni partecipante ad una formazione in presenza, pianto un albero in una zona del mondo che ne ha bisogno. In questo modo, contribuiamo (i partecipanti ai training e io) a ridurre le emissioni di CO2, a preservare la biodiversità e a creare opportunità di sviluppo per le comunità locali. Spero che questa iniziativa vi piaccia e vi faccia sentire parte di un progetto più grande.

L’associazione che ho scelto è Tree-nation e lì nasce la nostra “foresta”.

Grazie per questo e tutti i feedback che ricevo!

McManus, K. A., & Gavens, N. (2013). The effect of note-taking modality on learning: A meta-analysis. Educational Psychology Review, 25(2), 225-242.

Van der Meer, A., van Gog, T., & Kolk, A. (2020). The role of handwriting in learning: A cognitive perspective. Educational Psychology Review, 32(2), 293-317.

Van der Meer, A., & van Gog, T. (2022). The effects of handwriting on learning and performance: A meta-analysis. Educational Psychology Review, 34(1), 1-26.

Mueller, P. A., & Oppenheimer, D. M. (2014). The pen is mightier than the keyboard: Advantages of longhand over laptop note taking. Psychological Science, 25(6), 1159-1168.

Donne, siate consapevoli non diffidenti

Leggendo il libro di Gillard e Okonjo-Iweala “Rompi il soffitto di cristallo! Vite straordinarie di donne che ce l’hanno fatta’, cosa mi porto a casa? Quali sono le “lezioni straordinarie per giovani donne” raccolte e condivise dalle autrici?

***

“È un insulto all’intelligenza delle donne e della ragazze cercare di illuderle ignorando o minimizzando le sfide. Vogliamo che le aspiranti leader siano consapevoli delle dimensioni della questione di genere.
Detto questo, non vogliamo che nulla di ciò che scriviamo possa scoraggiare anche una sola donna o una sola ragazza dall’ambire a diventare una leader. Il nostro messaggio è l’esatto contrario dall’essere timorese. Piuttosto, è: Vai, buttati! […]

Lezione uno. La leadership in realtà non ‘riguarda solo i capelli’, ma purtroppo i giudizi sulle donne si basano ancora sul loro aspetto più di quanto non avvenga per gli uomini. Saperlo non significa necessariamente che devi fare qualcosa, figuriamoci cambiare il tuo stile in alcun modo. Non stiamo consigliando di assumere uno stylist e un truccatore. Ma non vogliamo nemmeno che tu sia sorpresa e sconcertata quando ci saranno commenti sul tuo aspetto; te lo devi aspettare.
[…]
Alla fine, dipende tutto da te, ma quando fai le tue scelte, fallo sapendo che, sebbene sia molto ingiusto, avranno delle conseguenze.
[…]

Lezione due. Non esiste un modo giusto per essere una donna leader. Il tuo stile di leadership è esattamente questo: unicamente tuo, non di qualcun altro.
[…] Le donne leader devono camminare sul filo di lama tra l’essere viste come persone autorevoli e non essere percepite come prive di empatia e generosità.  
[…] Ancora una volta, la scelta spetta a te. […]

Lezione tre. Erna ha parlato del tentativo di superare il problema di essere vista come ‘un po’ una stronza’. Può funzionare? Forse, e molte di voi potrebbero pensare che valga la pena provare.
[…]
La tua strategia di posizionamento pubblico dovrebbe essere deliberatamente calibrata per contrastare questa critica e includere attività e messaggi che mostrino le tue premure e le tue caratteristiche di condivisione, piuttosto che permettere ad altri di ridurti senza contestazioni alla caricatura di ‘una stronza’? Tutte decisioni che spettano a te, ma è sicuramente una questione su cui riflettere. Una volta che questa caratterizzazione prende piede, può essere impossibile cambiarla.

Lezione quattro. Le nostre leader non indicano un modo unico e ottimale per gestire il lavoro e la vita familiare, bambini compresi. Ovviamente non esiste un manuale o una serie di regole che funzioneranno per tutti. Un messaggio chiaro delle nostre leader è la necessità di parlare con il proprio partner di ciò che i rigori della leadership significheranno per la vostra famiglia. Farlo in anticipo può rendere più gestibile il raggiungimento di un accordo che funzioni in seguito.
Un’altra lezione dalle nostre leader è che un po’ di senso di colpa è inevitabile. Metti in conto che lo proverai sicuramente e pensa in anticipo a come lo affronterai. Il messaggio in questo libro dovrebbe rassicurarti. Le nostre leader affermano chiaramente che è possibile sopravvivere. Continuano ad avere relazioni forti con i loro figli, nonostante durante la loro carriera abbiano sacrificato molto il tempo da passare con la propria famiglia. […] la premura sulle scelte familiari, incluso se una donna decide di non avere figli. Come abbiamo visto, donne e uomini possono usare questa scelta per criticare e sminuire una donna senza figli, accusandola di essere fuori dal mondo. Possiamo e dobbiamo essere migliori di così.

Lezione cinque. La politica della scarsità farà a pezzi le donne come collettivo, se glielo permettiamo. Man mano che salirai verso livelli di leadership sempre più alti, ci sarà più competizione. […] vogliamo che molte persone aspirino a guidare, piuttosto che voltare le spalle.
Queste competizioni a volte ti metteranno contro uomini, a volte donne, a volte entrambi. Se la competizione è tra te e un’altra donna o altre donne, ti suggeriamo di fermarti un momento a riflettere. Chiediti, è giusto o è una trappola? Le donne sono costrette a combattersi a vicenda in una gara su un binario ristretto per un numero limitato di posti di comando e, intanto, gli uomini si prendono la maggior parte delle posizioni?
Se concludi di sì, è ingiusto. Ciò non significa necessariamente che devi rifiutarti di gareggiare. Dopotutto, essendo sostenitrici dell’uguaglianza di genere, come parte di una strategia provvisoria preferiamo che alcune donne ce la facciano piuttosto che nessuna. Per fare un esempio dal mondo degli affari, preferiremmo vedere anche solo il 30% delle cariche in un consiglio di amministrazione andare alle donne piuttosto che niente.
Tuttavia, che le donne siano in competizione per un numero limitato di opportunità disponibili non dovrebbe togliere forza alla necessità di impiegare le nostre energie nella priorità più radicale di spazzare via le regole truccate del gioco. A livello individuale, ciò significa non lasciarsi trascinare dalla lotta per il posto che si desidera al punto da ignorare le necessarie riforme strutturali. Se non ottieni il ruolo e un’altra donna lo fa, non indebolirla giocando sul genere. Se lo fai ti meriti un posto speciale all’inferno.
[…]

Lezione sei. […] Ci sono momenti in cui le donne faranno la cosa sbagliata e dovranno affrontarne le conseguenze. È quindi necessario un giudizio accurato su cosa sia la parità di trattamento, in modo che il processo e il linciaggio non siano diversi da quelli che toccherebbero a un uomo.
Ecco, pensiamo che essere consapevoli del problema sia un passo importante.
[…]

Lezione sette. Pensa ora al se, al come e al quando denuncerai il sessismo, nel caso dovesse capitare a te. Quale sarà la tua strategia quando accadrà a te? Non esiste una risposta perfetta a questa domanda. Molto dipenderà dal momento, dalla tua posizione in quel momento e dal tuo accesso ad alleati e sostenitori. Ma elaborare i possibili scenari di guerra ora, nella tua mente o con amici fidati, e le reazioni in gioco è un modo intelligente di prepararsi.
[…] La lezione chiave qui è che, purtroppo, esiste tutto: il sessismo, la vergogna e il silenzio. Quindi pianifica ora le tue reazioni.

Lezione otto. Ricorda sempre che sei un modello positivo. Nel corso del tempo, probabilmente passerai dall’essere qualcuno che guarda ai modelli di ruolo al diventare la persona che gli altri guardano e da cui si sforzano di imparare.
[…] Nel tuo percorso verso il potere, ci sono decisioni da prendere su di sé e come accedere a sponsor e mentori. Il nostro miglior consiglio è di iniziare con l’essere molto chiari su ciò che vuoi e quanto tempo vuoi dedicare a questo tipo di relazione.
[…] Cerca di rispondere alle domande: “Cosa voglio esattamente da un mentore?” e “Quanto tempo posso dedicargli ?”. Alla luce di quella decisione, allora cerca la persona più adatta. […]

Lezione nove: il potere dei contatti.
[…] Non sottovalutare quanto sia prezioso farti conoscere dalle persone c quanto spazio dovresti occupare. Inoltre, trascorri il tempo necessario per creare rete e costruire alleanze e amicizie. Ne vale la pena.

Lezione dieci. […] Abbiamo raccomandato alle donne leader di confrontarsi regolarmente con una persona esperta che possa periodicamente consigliarle su come viene percepita la loro leadership dal punto di vista del genere. Lo abbiamo consigliato perché può essere impossibile per una leader riconoscerlo da sola quando ci si trova in mezzo. Ora vogliamo ribadire questo consiglio. Meredith ci ha insegnato una lezione su come tutte noi possiamo non vedere i nostri comportamenti di genere mentre perseguiamo le nostre vite e i nostri obiettivi.
In risposta, cosa possiamo dire se non che abbiamo tutte bisogno di una donna nella nostra vita che periodicamente ci dica: “Stai scherzando? Ascolta te stessa!”.

Tratto da Gillard, J. & Okonjo-Iweala, N. (2022). Rompi il soffitto di cristallo! Vite straordinarie di donne che ce l’hanno fatta. Sansepolcro: Aboca.

Per il 2023 una poesia di Carlos Drummond de Andrade

Chi ha avuto l’idea
di tagliare il tempo in fette, 
alle quali ha dato il nome di anno, 
è stato un individuo geniale. 
Ha industrializzato la speranza, 
facendola funzionare
fino al limite dell’esaurimento.
Dodici mesi sono sufficienti, 
a qualsiasi essere umano, 
per stancarsi ed arrendersi. 
A questo punto entra in gioco
il miracolo del rinnovamento
e tutto ricomincia da capo, 
con un altro numero ed un’altra
voglia di credere che
da qui in avanti tutto sarà diverso…

Per te desidero tutti i colori
di questa vita. Tutte le allegrie
di cui potrai sorridere.
Tutte le canzoni con le quali potrai emozionarti.

Per te, in questo nuovo anno, 
desidero che i tuoi amici 
ti siano più complici, 
che la tua famiglia sia più unita, 
che la tua sia una vita ben vissuta.

Mi piacerebbe 
desiderarti tante cose. 
Ma nulla sarebbe sufficiente. 
Allora desidero soltanto 
che tu abbia molti desideri.
Grandi desideri, 
e che loro possano spingerti
ogni minuto verso la 
direzione della tua 
FELICITÀ.

Verso la meta

Auguri 2022

“Le stesse abitudini del vecchio anno otterranno in te gli stessi risultati anche nel nuovo anno.
Cambia qualcosa o non cambierà nulla”

Sono sola? Troppo inesperta, non avrei mai intrapreso l’ascesa in solitaria. C’è chi traccia la rotta e chi come me la segue (per ora)…

Che cosa ho appreso? T. Eliot in un aforisma scrisse: “Quello che conta è il percorso del viaggio, non l’arrivo”. Quel giorno ho vissuto gioia, fatica, frustrazione, adrenalina, bellezza, risate…

E per il 2022 buone nuove vie a tutti noi!

Sapete, ho una nuova passione: la scalata!

Un percorso formativo italiano, dal retrogusto Australiano

Essere lavoratore, lavoratrice ibrido, cosa significa?

Quali nuove abitudini comporta?

Ha effetti sull’identità della persona che lavora?

E per il leader, cosa implica?

Queste ed altre domande sono state poste dal team Sanifonds e dal suo direttore Alessio Scopa per creare un percorso formativo personalizzato.

Molti spunti di riflessione provengono dagli studi del Centre for Transformative Work Design, nella persona di Sharon Parker e il suo team.

Silvia Pagliuca racconta sul blog ‘La nuvola del lavoro’ del Corriere della Sera, il caso Sanifonds, una buona pratica in questo momento di cambiamento.

Una opportunità di crescita personale e professionale per tutti noi che siamo stati coinvolti in questa sfida formativa.

Clicca sul link qui sotto per leggere l’articolo. Buona lettura!

Il nostro valore

“Ti auguro rimorsi, vogliono dire che hai sbagliato, ma che l’hai capito,
ti auguro rimpianti, ovvero le cose belle che ti sei dimenticato di fare,
ma te ne sei accorto.
Ti auguro paura, perché è da essa che nasce il coraggio,

ti auguro entusiasmo, la fonte di tutte le tue speranze.
Ti auguro poi leggerezza, essa terrà assieme rimpianti e rimorsi,
con le paure e le speranze del tuo futuro.
Accogli nel tuo cuore tutti questi sentimenti,
senza chiederti come si misura il valore di una persona,
vai avanti sorridi, sii felice e ricorda,
siamo noi stessi a determinare il nostro valore,

nessuno potrà farlo al nostro posto.”

Gentilezza

Oggi, 13 novembre, è la giornata mondiale della gentilezza. E in questo periodo essere gentile e ricevere gentilezza è un dono assai apprezzato.

Questa mattina Carolina mi ha ricordato questo, chiedendomi ‘Che ne dici di allenare la gentilezza?’ e citando Lao Tzu, ‘La gentilezza delle parole crea fiducia. La gentilezza di pensieri crea profondità. La gentilezza nel dare crea amore’.

La gentilezza crea fiducia, connessione, bellezza. Come ci ricorda Seligman, Compiere un atto di gentilezza produce un aumento istantaneo di benessere. E racconta un aneddoto: Quando era piccolo, vedendo di cattivo umore il figlio, la madre gli diceva: “Caro, hai l’aria indispettita. Perché non esci e vai ad aiutare qualcuno?” Questa massima è stata testata rigorosamente a livello empirico.

Tutti noi abbiamo l’opportunità di essere gentili, anche verso noi stessi. La ricerca mostra che quando si è gentili con sé stessi e non ci si giudica severamente, si è più resistenti di fronte alle avversità.

Doniamo e viviamo gentilezza al lavoro? In una indagine INFOJOBS sulla gentilezza al lavoro, emerge che portare il caffè a un collega, sorridere al mattino quando si arriva in ufficio, dare una mano a chiudere un documento urgente migliorano la qualità della vita in ufficio. Il 78% degli intervistati afferma che la gentilezza dovrebbe essere inserita nel curriculum tra le soft skill.

Molti di noi oggi lavorano in ‘smartworking’, ma comunque possiamo riuscire a trovare un modo per donare gentilezza. E dopo aver fatto il nostro atto di gentilezza ‘osserviamo che cosa succede al nostro umore’.

L’immagine del fiore della gentilezza è stata creata da MMP proprio per riassumere la ricerca di InfoJobs.

Buona gentilezza!

Spunti da:

Neff, K. D., & McGehee, P. (2010). Self-compassion and psychological resilience among adolescents and young adults. Self and identity, 9(3), 225-240.

Seligman, M.E.P. (2012). Fai fiorire la tua vita.

Da Trentino Sviluppo: pillole settimanali per la ripresa

“Trentino Sviluppo: tre consigli per ripartire. Tre idee o tre suggestioni che non possono mancare nel bagaglio di imprenditori ed imprese nei prossimi mesi per provare a rilanciarsi dopo il lockdown. È quello che Trentino Sviluppo chiede ad un gruppo di esperti e testimoni autorevoli, raccogliendoli in un nuovo format ideato per il web dal titolo ‘Link – Connessi con il futuro. Idee per ripartire” (A.M., Corriere del Trentino, 31.05.2020)

Con immensa gratitudine ho accolto questa opportunità (condivisa con Lelio Alfonso, già direttore generale alla Presidenza del Consiglio per la comunicazione istituzionale; Angelo Lorenzetti, allenatore dell’Itas Diatec Trentino Volley; Alessandro Garofalo, innovatore; Paolo Iabichino, marketing creativo; Cristiano Nordio, esperto in strategie di marketing; Riccarda Zezza, Imprenditrice sociale).

Primo consiglio: da scacchista a giardiniere. Una leadership diretta, militare come quella di uno “scacchista” in questo momento è la migliore? In questo momento dobbiamo abbandonare la tentazione di avere tutto sotto controllo come se fossimo dei maestri di scacchi e invece comportarci, piuttosto, come se fossimo dei giardinieri, con tanti fiori e tante piante da curare e far crescere. Creare un ambiente affinché ogni fiore e ogni pianta possa crescere e fiorire secondo la propria natura.

Secondo consiglio: investire sulle persone. Considerando anche questa nuova possibilità, al leader oggi viene sempre più chiesto di cambiare atteggiamento: da micro-manager, cioè dal controllo, a macro-manager, cioè una comunicazione trasparente, di condivisione delle informazioni, di empatia, di ottimismo. Che non significa essere sdolcinati, è una questione di onestà e feedback puntuali. Significa sempre più attenzione alle persone e alla relazione, creare e promuovere strategie di supporto dei collaboratori e di sostegno. Quando l’onda emotiva si abbatte, le reazioni comportamentali sono diverse e l’investimento sulle persone è la vera chiave per ripartire bene e ripartire in fretta.

Terzo consiglio: gestire l’incertezza. Sicuramente questa emergenza ci ha obbligati a sperimentare nuovi ruoli e nuove dinamiche aziendali e ci ha obbligati a mantenerci focalizzati sulla mission e sullo scopo. In un certo senso, ci ha obbligati a rispondere a questa domanda: perché facciamo quello che facciamo? Per questo possiamo vedere questa emergenza come se fosse un modello sperimentale. La sperimentazione obbliga i leader a chiedersi se, come persone e come capi, sono stati in grado di imparare da questa esperienza, scavando a fondo nelle qualità e nelle capacità che, talvolta, non si è consci di avere. Le risposte a queste domande ci aiutano a gestire l’incertezza del momento, a lavorare anche sui nostri punti di forza che non sapevamo che ci fossero e ci aiutano anche nel futuro. È il momento dell’incertezza, è anche il momento della sperimentazione.