Può la positività essere tossica?

La positività può essere potente. Quando siamo alle prese con ansia e pensieri negativi, se riusciamo a trattenere anche solo una goccia di speranza – che ce la faremo, che non siamo definiti dai nostri pensieri, che non siamo così sbagliati come il cervello ci comunica – possiamo resistere e farcela. La positività che abbiamo trovato in noi stessi ci aiuta.

Detto questo, forse contro-intuitivamente, la positività non è sempre il modo migliore per aiutare gli altri. Come possiamo rendere ‘positivo’ qualcuno? Certamente non spargendo polvere di positività su di loro facendo scomparire i loro problemi. E onestamente, quando le persone sono alla ricerca di aiuto e supporto, di solito non sono alla ricerca di una positività manifesta e ispiratrice.

La psicologa Whitney Hawkins Goodman ha creato una tabella interessante mostrando cosa sia la ‘positività tossica’. La tabella mostra la differenza tra parole che sostengono l’altro/a con ‘positività empatica’ e il tentativo di sostenere l’altro/a con ‘positività tossica’. Secondo Whitney, c’è differenza tra ‘È difficile … credo in te’ e ‘Sii felice!”.
Forse anche a noi è successo che la frase ‘Sii felice!’ ci abbia dato terribilmente fastidio… ora sappiamo perché… l’abbiamo percepita ‘tossica’! 😉

POSITIVITÀ EMPATICA POSITIVITÀ TOSSICA
Questo è difficile; hai già fatto cose difficili prima e io credo in te. Ti passerà!
So che c’è molto che potrebbe andare storto. Cosa potrebbe andare bene? Sii positivo!
Tutte le sensazioni sono benvenute. Solo buone sensazioni!
È normale avere un po’ di negatività in questa situazione. Pensieri felici!
A volte rinunciare è ok. Qual è il tuo risultato ideale? Non mollare mai!
Non è mai divertente sentirsi così. C’è qualcosa che possiamo fare oggi che ti piacerebbe? Sii solo felice!
Probabilmente è davvero difficile vedere qualcosa di buono in questa situazione. Ne daremo un senso più tardi. Vedi il buono in tutto.

Tratto da:

https://www.good.is/articles/support-and-positivity

Autore: Emanuela Chemolli

Emanuela dott.ssa Chemolli, Ph.D. Ha conseguito un dottorato in Psicologia delle Organizzazioni presso l’Università di Verona in collaborazione con Concordia University, John Molson School of Business (Montreal, Canada), un master in Marketing Management Territoriale (Accademia del Commercio e Turismo, Trento) e una laurea in Scienze dell’Educazione, Esperto nei processi formativi (Università di Verona). Ha esperienze lavorative sia nazionali (come trainer comportamentale, ricercatore, consulente aziendale) sia internazionali (ricercatore presso Concordia University, John Molson School of Business – Montreal, Canada; professore universitario presso il Dipartimento di Management e Imprenditorialità, Sawyer Business School, Suffolk University, Boston, USA). Membro della prestigiosa Society for Industrial and Organizational Psychology dal 2010, è esperta di motivazione al lavoro e i suoi argomenti, sviluppati sotto forma di training, consulenza e ricerca sono: Migliorare i risultati personali e aziendali attraverso programmi ad hoc inerenti a leadership e motivazione,essere manager oggi, benessere organizzativo, comunicazione (e disinformazione), felicità, stress lavoro correlato, sviluppo dei talenti e condivisione delle conoscenze, sviluppo dei team.

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