Come migliorare il nostro team, la nostra azienda, il nostro ufficio? Da motivazione 2.0 a motivazione 3.0

Tutti noi possiamo migliorare il nostro team, non è solo compito del capo. E il team potrebbe essere anche la squadra di calcio che alleniamo o di cui facciamo parte, il coro di cui siamo Presidenti o a cui partecipiamo, il gruppo ricreativo del paese…

Iniziamo oggi l’avventura di entrare nel mondo luminoso della Motivazione 3.0

È molto probabile che ci capiti di vivere la sensazione di far parte di un gruppo in cui ci sia del divario tra la percezione e la realtà. Come colmare questo divario? Giocando a ‘di chi è questo scopo?’

Riuniamo i componenti del nostro team e diamo a ciascuno un foglio; chiediamo a tutti (anche a noi stessi) di scrivere una singola frase in risposta a questa domanda: Qual è lo scopo della nostra azienda (gruppo, associazione, coro)?
Raccogliamo i fogli e poi leggiamo le risposte ad alta voce (non il nome di chi ha scritto, non ci interessa!).

Dopo aver letto (possiamo anche scrivere le risposte su una lavagna…) chiediamo: Che cosa dicono? Le risposte sono simili e il gruppo tutto allineato verso uno scopo comune? O sono una diversa dall’altra, con alcune persone che credono una cosa, altre una completamente differente, e altre ancora che non hanno proprio nessuna idea?

Questo ‘sondaggio’ può offrire uno sguardo sull’anima dell’azienda, del gruppo… della cultura ‘aziendale’ che spesso viene dichiarata come ‘valore’ per poi notare un disallineamento tra le parole e i fatti.

Possiamo ottenere molto di più se ci ricordiamo di iniziare tutto ciò che facciamo chiedendoci innanzitutto il perché. Prima di tutto chiarezza dei perché. Non ci basta sapere che cosa facciamo, è vitale il perché. Immaginiamo un leader di una organizzazione che non sia in grado di spiegare con chiarezza perché l’organizzazione esista, perché ci siano quei team di lavoro… Come potrebbe aspettarsi che i dipendenti sappiano perché venire al lavoro? Se un politico non è capace di esprimere il perché aspiri a una carica pubblica al di là della frase di rito ‘per servire il popolo’, come possono gli elettori scegliere a chi dare fiducia?

Quello che noi diciamo, che facciamo sono una dimostrazione concreta delle cose in cui crediamo. Avere un perché significa credere in qualcosa.

Se le persone non sanno perché fanno ciò che fanno, come possiamo aspettarci che siano motivate a farlo?

 

Tratto da:

Daniel H. Pink, 2010, Drive. La sorprendente verità su ciò che ci motiva nel lavoro e nella vita, Etas, Milano,

Simon Sinek (2014). Partire dal perché. Come tutti i grandi leader sanno ispirare collaboratori e clienti, Franco Angeli.

Autore: Emanuela Chemolli

Emanuela dott.ssa Chemolli, Ph.D. Ha conseguito un dottorato in Psicologia delle Organizzazioni presso l’Università di Verona in collaborazione con Concordia University, John Molson School of Business (Montreal, Canada), un master in Marketing Management Territoriale (Accademia del Commercio e Turismo, Trento) e una laurea in Scienze dell’Educazione, Esperto nei processi formativi (Università di Verona). Ha esperienze lavorative sia nazionali (come trainer comportamentale, ricercatore, consulente aziendale) sia internazionali (ricercatore presso Concordia University, John Molson School of Business – Montreal, Canada; professore universitario presso il Dipartimento di Management e Imprenditorialità, Sawyer Business School, Suffolk University, Boston, USA). Membro della prestigiosa Society for Industrial and Organizational Psychology dal 2010, è esperta di motivazione al lavoro e i suoi argomenti, sviluppati sotto forma di training, consulenza e ricerca sono: Migliorare i risultati personali e aziendali attraverso programmi ad hoc inerenti a leadership e motivazione,essere manager oggi, benessere organizzativo, comunicazione (e disinformazione), felicità, stress lavoro correlato, sviluppo dei talenti e condivisione delle conoscenze, sviluppo dei team.

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