8 comportamenti manageriali di successo

In che modo abbiamo imparato ad essere manager?
Pensiamo a come lo abbiamo appreso, e scegliamo tra queste sei alternative, le due fonti d’insegnamento sulla leadership che riteniamo più importanti:

  • Libri
  • Corsi
  • Capi (insegnamenti positivi e negativi)
  • Modelli di comportamento (all’interno o all’esterno dell’ambito lavorativo)
  • Coetanei e colleghi
  • Esperienza personale

Per la maggior parte dei manager si tratta di una combinazione di esperienza personale, osservazione di altri capi, modelli di comportamento e colleghi.
Libri e corsi non sono neanche presi in considerazione.
Brutta notizia per Motivation Moves People 😉

Cosa significa questo? La strada verso la leadership è costellata di casualità. Se abbiamo avuto capi in gamba e belle esperienze, per noi significa successo. Se abbiamo lavorato con capi mediocri e cattive esperienze finiamo in un vicolo cieco.

Un training sull’essere manager oggi può servire a rendere meno incerto il cammino accidentato dell’esperienza e a trovare un senso nelle situazioni assurde che si incontrano giorno per giorno.

Un training sull’essere manager oggi può donarci tempo prezioso per riflettere sul nostro operato quotidiano, renderci consapevoli di quali vie stiamo percorrendo con successo e di quali converrebbe abbandonare il cammino.

Un training sull’essere manager oggi ci aiuta a trovare soluzioni pratiche a domande come:

  • Cosa è più semplice per un manager? Dire ai membri del proprio staff cosa fare.
    È anche la via più efficace?
  • Per il nostro collaboratore, e per noi, cosa è meglio? Che il collaboratore sia abile anche a ‘porsi il problema’, che abbia la capacità e la spinta di cercare soluzioni
  • Quanto, come e cosa deleghiamo? Ogni manager sa che è più facile e veloce fare le cose da sé. Nel breve termine funziona… nel lungo?

La scienza e l’esperienza ci aiutano a definire quali sono gli 8 comportamenti manageriali di successo

  1. essere un buon ‘allenatore’
  2. potenziare il proprio team e non usare uno stile di micro-management
  3. esprimere interesse per il successo e il benessere dei dipendenti
  4. essere produttivo e orientato ai risultati
  5. essere un buon comunicatore e ascoltare la propria squadra
  6. aiutare i collaboratori con lo sviluppo della carriera
  7. avere una visione chiara e una strategia per il team
  8. avere competenze tecniche chiave, in modo da poter aiutare e consigliare la squadra

Vogliamo continuare a crescere per diventare sempre più ‘il miglior capo che c’è in noi’?

Siamo incuriositi da cosa Motivation Moves People propone?

Vogliamo prenderci del prezioso tempo per la cura di noi stessi, dei nostri pensieri e delle nostre azioni manageriali?

Scrivici e risponderemo… e se non foste iscritti al blog, vi invieremo in regalo un ebook.

È un pensatore: vale a dire è bravo a vedere le cose più semplici di quel che sono.
(Friedrich Nietzsche, La gaia scienza, 1882)

Immagine: Il pensatore di Rodin

 

Perché nasce Motivation Moves People?

Immaginiamo di essere genitori, padre operaio e madre casalinga, con due figlie cresciute col principio ‘lo studio nobilita l’uomo’.

Raccontiamo la storia di una delle due, che chiamiamo Emanuela.

Emanuela ha la passione della musica e non fa di questo il suo lavoro (‘con la musica non si mangia’); studia altro. Emanuela si laurea a Verona con una tesi di ricerca in psicologia del lavoro. E non si ferma lì. Crede in quello che il mondo esterno le dice: per la carriera, per un lavoro, c’è bisogno di studiare.
E allora un Master in Marketing Management Territoriale, presso quella che oggi è la Trentino School of Management, che ha portato Emanuela a fare esperienza sia in provincia di Terni, sia all’estero, Dublino (perchè è importante fare esperienze fuori dal Trentino e all’estero!).

Dopo? Il lavoro… Emanuela aveva superato il Concorso Ordinario Scuola Primaria e così inizia a lavorare in una scuola elementare. Il lavoro da maestra è assolutamente nobile, ricco, avvolgente, totalizzante… Emanuela, però, si rende conto che vuole lavorare con gli adulti nell’ambito delle organizzazioni. E così decide di alzare l’asticella: un dottorato in psicologia delle organizzazioni. A Verona e in Canada, a Montreal, presso Concordia University, John Molson School of Business. Qui si immerge nel mondo business con un approccio psicologico-economico.

Il suo cuore di interesse è la motivazione al lavoro. Quali sono le motivazioni di un lavoratore? Perchè rendiamo di più con alcuni capi e meno con altri? Cosa ci fa rimanere in una azienda? E un capo, come si può comportare per essere un leader e non un boss?

La ricerca la stimola… e quello che più le piace di questo ambito, è portare i risultati della ricerca nel mondo pratico. Rendere le conoscenze scientifiche fruibili al mondo del business.
Perchè c’è uno iato tra ciò che la scienza sa e ciò che il business fa. È da più di 40 anni (precisamente 1969!) che la scienza della motivazione umana mostra l’inefficienza dell’approccio meccanicistico di ricompensa e punizione (detta in altre parole, il metodo del bastone e della carota non funziona!). Fin troppe organizzazioni continuano a basare le loro decisioni, le loro direttive, su assunti obsoleti, non provati, e fondati più sulla tradizione popolare che sulla scienza. Vogliamo ottenere risultati di alto livello nelle attività tipiche del XXI secolo? Non con carote più dolci o con un bastone più appuntito… serve un approccio diverso!

Emanuela può creare questo ponte che faccia comunicare questi due mondi (ricerca-scienza e business-azienda) apparentemente distanti. E proprio con questo spirito, finito il dottorato, dopo un assegno di ricerca presso una università italiana (assegno creato proprio sui temi specifici di Emanuela… chi poteva vincerlo?), prende le valigie e parte. 3 anni e più di post dottorato in Canada, 1 anno come professoressa universitaria a Boston (Suffolk University, Sawyer Business School) per poi decidere che lei vuole  dedicare tutto il suo impegno lavorativo a migliorare le aziende, a far stare meglio i lavoratori, a ridurre il divario tra scienza e aziende.

Torna in Italia… dopo 1 anno e innumerevoli curricula spediti, una prima (ed unica) offerta: presso una azienda multinazionale che svolge training comportamentali a manager e venditori. Per diventare trainer ufficiale, Emanuela viene formata secondo ‘rigorosi standard’ (circa 1 anno di formazione non retribuita). E tutto il suo patrimonio acquisito prima? Tutti i suoi studi in ambito scientifico e statistico? Non vengono considerati… e se, in principio, riesce a zittire la sua voce interiore, poi la volontà di riprendere la propria missione ha la meglio.

Valorizzando gli studi, l’impegno, la determinazione, l’estero, le esperienze, gli articoli pubblicati, i percorsi di training ideati (anche validati cross-culturalmente), nasce Motivation Moves People.

 

Vogliamo vivere una motivazione di qualità?