Come fa Tom Sawyer a far dipingere la staccionata a Ben?

Le avventure di Tom Sawyer di Mark Twain. Tom deve svolgere il noioso compito di imbiancare la staccionata di 75 mq della zia Polly. Non è esattamente entusiasta dell’incarico. ‘La vita gli apparve vuota e l’esistenza solo un fardello’.

Ma proprio quando Tom ha quasi perso la speranza, viene colto niente meno che da una grande e magnifica ispirazione’.  Quando il suo amico Ben gli si avvicina e lo prende in giro per la sua cattiva sorte, Tom si comporta in modo imprevisto. Gli dice che dipingere una staccionata non è un compito di poco conto. È un privilegio fantastico, una specie, come dire, di motivazione intrinseca (vedi Cosa ci fa alzare il lunedì). Il lavoro è così affascinante che quando Ben gli chiede di poter provare a fare qualche pennellata, Tom rifiuta. E non cede finché Ben non gli offre la sua mela in cambio di quella possibilità.

Presto arrivano molti altri ragazzi, che cadono tutti nella trappola di Tom e finiscono per dipingere al suo posto la staccionata, dando persino più mani di bianco. Da questo episodio, Twain ricava un principio di base della motivazione, ovvero che ‘il lavoro consiste in tutto ciò che una persona è obbligata a fare, mentre il divertimento consiste in tutto ciò che una persona non è obbligata a fare’.

Le ricompense possono produrre una strana sorta di alchimia comportamentale: possono trasformare un compito interessante in uno noioso. Possono trasformare il divertimento in lavoro. E indebolendo la motivazione intrinseca possono far cadere come pedine del domino performance, creatività e persino un’azione nobile.

Abbiamo mai vissuto l’effetto Sawyer?

Riusciamo a creare come Tom situazioni positive per noi stessi e per gli altri?

Del resto che differenza c’è tra il bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto se non la nostra definizione della situazione in cui si trova il bicchiere che sta davanti?

Noi non siamo disturbati dalle cose, ma dall’opinione che ci facciamo delle cose (Epitteto).

A noi la scelta!

 

Prossimamente un blog su Come rendere piacevole un lavoro noioso-stupido.

 

Effetto Sawyer tratto da Daniel Pink (2010), Drive, RCS Libri, pp.23-24.

Autore: Emanuela Chemolli

Emanuela dott.ssa Chemolli, Ph.D. Ha conseguito un dottorato in Psicologia delle Organizzazioni presso l’Università di Verona in collaborazione con Concordia University, John Molson School of Business (Montreal, Canada), un master in Marketing Management Territoriale (Accademia del Commercio e Turismo, Trento) e una laurea in Scienze dell’Educazione, Esperto nei processi formativi (Università di Verona). Ha esperienze lavorative sia nazionali (come trainer comportamentale, ricercatore, consulente aziendale) sia internazionali (ricercatore presso Concordia University, John Molson School of Business – Montreal, Canada; professore universitario presso il Dipartimento di Management e Imprenditorialità, Sawyer Business School, Suffolk University, Boston, USA). Membro della prestigiosa Society for Industrial and Organizational Psychology dal 2010, è esperta di motivazione al lavoro e i suoi argomenti, sviluppati sotto forma di training, consulenza e ricerca sono: Migliorare i risultati personali e aziendali attraverso programmi ad hoc inerenti a leadership e motivazione,essere manager oggi, benessere organizzativo, comunicazione (e disinformazione), felicità, stress lavoro correlato, sviluppo dei talenti e condivisione delle conoscenze, sviluppo dei team.

Un commento su “Come fa Tom Sawyer a far dipingere la staccionata a Ben?”

  1. Qualcuno sosterrebbe che Tom Sawyer si è comportato da “motivatore”. Ma qualcun altro potrebbe altrettanto a buon diritto sostenere che è stato un “manipolatore”, a meno di voler completamente lasciare l’etica fuori dal quadro.

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